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Recupero visivo dopo il laser agli occhi: PRK, FemtoLASIK o SMILE?

·4 min di lettura·Livello: 🟢 Base·di Umberto Camellin
tempo recupero laser occhi

PRK, FemtoLASIK e SMILE hanno tempi di recupero diversi. Scopri quando si torna a vedere bene dopo il laser agli occhi.

Una delle domande più frequenti durante una visita di chirurgia refrattiva non riguarda il laser, la cornea o il difetto visivo.

La domanda è molto più semplice: "Dopo quanto vedrò bene?"

Ed è una domanda assolutamente legittima.

Per molti pazienti il recupero visivo rappresenta uno dei fattori più importanti nella scelta dell'intervento. Chi lavora al computer, chi guida per molte ore o chi pratica sport vuole sapere quando potrà tornare alle proprie attività senza limitazioni.

La risposta, però, non è uguale per tutti.

Le tre principali tecniche utilizzate oggi (PhotoRefractive Keratectomy (PRK), Femtosecond Laser-Assisted In Situ Keratomileusis (FemtoLASIK) e Small Incision Lenticule Extraction (SMILE/KLEX)) hanno tempi di recupero differenti, anche se l'obiettivo finale è lo stesso: ridurre o eliminare la dipendenza da occhiali e lenti a contatto.

La tecnica più veloce è sempre la migliore?

Non necessariamente.

Uno degli errori più comuni è pensare che il recupero visivo sia l'unico parametro importante.

In realtà una tecnica chirurgica viene scelta valutando molti aspetti: spessore corneale, topografia, biomeccanica, diametro pupillare, attività lavorativa, sport praticati e caratteristiche individuali dell'occhio.

Il recupero è importante, ma rappresenta soltanto uno degli elementi da considerare.

Recupero visivo dopo PRK

La PhotoRefractive Keratectomy (PRK) è la tecnica con il recupero più graduale.

Durante l'intervento viene trattata la superficie della cornea e l'epitelio deve successivamente rigenerarsi.

Per questo motivo i primi giorni sono generalmente caratterizzati da bruciore variabile, lacrimazione, sensibilità alla luce e visione ancora sfocata.

La maggior parte dei pazienti torna a svolgere attività leggere dopo alcuni giorni, ma la stabilizzazione visiva richiede più tempo rispetto alle altre tecniche.

Il miglioramento è progressivo nelle settimane.

Spesso il paziente nota cambiamenti significativi settimana dopo settimana, fino a raggiungere una stabilizzazione che può continuare per diversi mesi.

Questo non significa che la PRK sia meno efficace. Significa semplicemente che il percorso di guarigione è diverso.

Recupero visivo dopo FemtoLASIK

La Femtosecond Laser-Assisted In Situ Keratomileusis (FemtoLASIK) è probabilmente la tecnica che ha costruito gran parte della sua fama proprio sulla rapidità del recupero.

Grazie alla creazione di un sottile flap corneale, il trattamento viene eseguito all'interno della cornea senza coinvolgere direttamente la superficie.

Nella maggior parte dei casi il paziente osserva già un netto miglioramento della vista nelle prime ore dopo l'intervento. Molti tornano al lavoro entro uno o due giorni e riprendono rapidamente la guida e le normali attività quotidiane.

La qualità visiva continua a migliorare nelle settimane successive, ma il salto iniziale è generalmente molto rapido.

Recupero visivo dopo KLEX (SMILE, SmartSight, SILK)

La KLEX (es.SMILE) rappresenta una delle più recenti evoluzioni della chirurgia refrattiva.

In questa procedura il laser crea un piccolo lenticolo all'interno della cornea che viene rimosso attraverso una micro-incisione. Anche in questo caso il recupero è generalmente rapido.

Molti pazienti riferiscono un miglioramento visivo importante già il giorno successivo all'intervento. Tuttavia esiste una differenza interessante rispetto alla FemtoLASIK.

In alcuni casi la qualità visiva iniziale può richiedere qualche giorno o qualche settimana per raggiungere il massimo potenziale, soprattutto nelle correzioni più elevate.

Per questo motivo alcuni studi hanno osservato un recupero molto simile tra FemtoLASIK e SMILE nel medio termine, con piccole differenze nelle primissime fasi postoperatorie.

Esiste una tecnica che permette di vedere perfettamente il giorno dopo?

La risposta onesta è no.

Anche quando il recupero è molto rapido, l'occhio sta comunque guarendo.

Possono comparire oscillazioni visive temporanee, lieve secchezza o variazioni della qualità visiva durante la giornata.

Si tratta di fenomeni normali che fanno parte del processo di recupero.

La cosa importante è comprendere che la chirurgia refrattiva non termina quando si spegne il laser. Una parte fondamentale del risultato dipende dal periodo postoperatorio e dai controlli successivi.

Una tecnica più veloce dà risultati migliori?

Anche in questo caso la risposta è no.

È probabilmente il concetto più importante da comprendere. La velocità del recupero non coincide necessariamente con la qualità finale del risultato.

Molti pazienti operati con PRK raggiungono risultati eccellenti nonostante un recupero più lento.

Allo stesso modo, una FemtoLASIK o una SMILE non sono automaticamente migliori soltanto perché consentono di vedere bene più rapidamente.

La scelta della tecnica deve sempre essere personalizzata.

Bibliografia

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Umberto Camellin

Scritto da

Umberto Camellin

Medico Chirurgo Oculista

Il Dott. Umberto Camellin è un chirurgo oculista con attività clinica e chirurgica nell’ambito della cataratta e della chirurgia refrattiva, con particolare attenzione alla personalizzazione del risultato e alla gestione dei casi complessi, come le cornee irregolari e il cheratocono. Accanto alla pratica clinica, si occupa di ricerca applicata con un interesse specifico per la biometria avanzata, l’analisi pupillometrica e corneale, la statistica inferenziale e il machine learning. È autore di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e partecipa regolarmente come relatore a congressi nazionali e internazionali. Svolge la sua attività presso SEKAL Microchirurgia e presso l’Ospedale Mater Salutis di Legnago, seguendo il paziente dalla diagnosi al trattamento chirurgico.

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