SEKAL Microchirurgia Rovigo
Trattamenti

LASEK e PRK: L'Invenzione del Dr. Camellin

Le tecniche laser di superficie — PRK, TransPRK e LASEK — agiscono direttamente sulla parte più esterna della cornea, senza creare alcun flap. Sono la scelta ideale per cornee sottili, asimmetriche o quando le tecniche con flap non sono indicate. La tecnica LASEK, in particolare, è stata ideata proprio dal Dr. Camellin.

Che cos'è

Laser diretto sulla superficie corneale

Le tecniche di chirurgia refrattiva di superficie — PRK, TransPRK e LASEK — condividono un principio comune: il laser ad eccimeri agisce direttamente sullo stroma corneale senza creare alcun flap. L'unica differenza tra le varianti sta nel modo in cui viene trattato o rimosso l'epitelio corneale (lo strato più superficiale) prima dell'ablazione.

Questa caratteristica rende le tecniche di superficie particolarmente sicure per i pazienti con cornee sottili, irregolari o con morfologie non ideali per le tecniche con flap. Assenza totale di rischio di ectasia corneale da flap e di complicanze legate alla sua creazione.

Difetti correggibili

Miopiafino a circa −8/−10 D
Ipermetropiafino a circa +4/+5 D
Astigmatismofino a circa 5/6 D
Irregolarità cornealiuso terapeutico

PRK, TransPRK e LASEK: le differenze

Tre tecniche di superficie, stesso risultato finale. La scelta tra l'una e l'altra dipende dalla morfologia corneale e dalla valutazione del chirurgo.

PRK classica

L'epitelio corneale viene rimosso manualmente (o con soluzione alcolica) e il laser ad eccimeri rimodella lo stroma sottostante. È la tecnica di superficie più datata e consolidata, con decenni di casistica.

TransPRK — "No Touch"

Il laser rimuove automaticamente l'epitelio e poi esegue l'ablazione refrattiva in un'unica sequenza, senza alcun contatto manuale con la cornea. Particolarmente indicata per cornee irregolari: consente trattamenti guidati dalla topografia corneale.

Maggiore personalizzazione del profilo di ablazione

LASEK

L'epitelio viene scollato con soluzione alcolica diluita, sollevato in un lembo e riposizionato al termine dell'ablazione. Riduce il discomfort post-operatorio rispetto alla PRK classica. Tecnica ideata dal Dr. Massimo Camellin, fondatore del centro SEKAL.

Inventata dal Dr. Camellin — SEKAL Rovigo

Come si svolge l'intervento

La procedura completa dura circa 20 minuti per entrambi gli occhi e si esegue in ambulatorio, con sole gocce anestetiche locali. Nessun ricovero, nessuna sedazione generale.

1. Valutazione preoperatoria

Topografia corneale, pachimetria, aberrometria e valutazione del film lacrimale definiscono il profilo corneale e il piano di ablazione personalizzato per ciascun occhio.

2. Anestesia topica e preparazione

Vengono instillate gocce anestetiche locali. L'occhio è tenuto aperto da uno speculum. Il paziente non avverte dolore durante tutta la procedura.

3. Rimozione dell'epitelio e ablazione

A seconda della variante (PRK, TransPRK o LASEK) l'epitelio viene rimosso o scollato, quindi il laser ad eccimeri rimodella lo stroma corneale con precisione al microsecondo.

4. Lente a contatto terapeutica

Al termine viene applicata una lente a contatto morbida terapeutica, che protegge la cornea durante la rigenerazione epiteliale e riduce il discomfort. Viene rimossa dopo 4–5 giorni.

Il recupero post-operatorio

Il recupero visivo nelle tecniche di superficie è più graduale rispetto a SMILE e FemtoLASIK: è il "prezzo" dell'assenza totale di flap. La visione tende a stabilizzarsi completamente nell'arco di 1–2 settimane.

Giorni 1–2

Lacrimazione, fastidio e visione offuscata. La lente a contatto terapeutica riduce il discomfort. Riposo consigliato.

Giorni 3–5

La cornea rigenera l'epitelio. La lente a contatto viene rimossa. La visione migliora progressivamente e diventa funzionale.

Settimana 2+

Recupero visivo completo per la maggior parte dei pazienti. Il risultato refrattivo definitivo si consolida nelle settimane successive.

Chi è il candidato ideale

La chirurgia di superficie non è la "seconda scelta": per alcuni profili corneali è la tecnica di elezione, quella che offre il miglior rapporto sicurezza/risultato.

Cornee sottili

Non richiedendo lo spazio per un flap, le tecniche di superficie sono indicate per pazienti con spessore corneale inferiore alla soglia del FemtoLASIK o di SMILE.

Asimmetrie e irregolarità corneali

La TransPRK con guida topografica è particolarmente efficace nel trattare cornee asimmetriche o con irregolarità superficiali, anche come trattamento terapeutico.

Chi pratica sport di contatto

L'assenza di flap elimina qualsiasi rischio legato a traumi oculari post-operatori, rendendo PRK/TransPRK altrettanto sicure di SMILE per gli sportivi.

Ipermetropia e astigmatismo

A differenza di SMILE, le tecniche di superficie correggono anche l'ipermetropia e l'astigmatismo ipermetropico, ampliando la platea dei pazienti trattabili.

Recupero più lento: è normale

Il discomfort nei primi giorni dopo PRK o TransPRK è più intenso rispetto a SMILE e FemtoLASIK: bruciore, lacrimazione e fotofobia sono attesi durante la rigenerazione epiteliale. Non indica una complicanza, ma è semplicemente la fisiologia del processo di guarigione della superficie corneale.

Una terapia antidolorifica adeguata e la lente a contatto terapeutica riducono significativamente il discomfort. Il risultato visivo finale è del tutto comparabile a quello delle tecniche con flap.

PRK vs altre tecniche laser

Ogni tecnica ha il suo spazio clinico ottimale. La valutazione preoperatoria è determinante per la scelta più appropriata.

PRK / TransPRK / LASEK

Nessun flap, massima sicurezza corneale. Ideale per cornee sottili, irregolari o asimmetriche. Corregge miopia, ipermetropia e astigmatismo. Recupero più graduale.

Tecnica corrente

KLEX/ReLEx SMILE

Flapless ma con lenticolo: recupero più rapido della PRK. Ideale per miopia e astigmatismo miopico, cornee borderline. Non corregge ipermetropia.

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FemtoLASIK

Recupero rapidissimo, minimo fastidio. Richiede più tessuto corneale per il flap. Corregge miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.

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Domande Frequenti su PRK e TransPRK

Risposte chiare ai dubbi più comuni dei nostri pazienti

Tutte e tre sono tecniche di superficie che usano il laser ad eccimeri per rimodellare la cornea senza creare alcun flap. La differenza sta nel trattamento dell'epitelio corneale: nella PRK classica viene rimosso manualmente; nella TransPRK (o 'No Touch') il laser lo rimuove e poi esegue l'ablazione in automatico in un'unica sequenza; nella LASEK viene scollato con soluzione alcolica e riposizionato al termine. Il risultato visivo finale delle tre tecniche è equivalente.
Sì, nelle prime 24–72 ore il discomfort è più marcato: bruciore, lacrimazione e fotofobia sono normali durante la rigenerazione dell'epitelio corneale. La visione diventa funzionale intorno al 3°–5° giorno (quando si rimuove la lente a contatto terapeutica) e si stabilizza completamente entro 1–2 settimane. Il risultato visivo definitivo è pienamente comparabile a quello di SMILE e FemtoLASIK.
Perché per alcune cornee è la scelta tecnicamente più sicura o addirittura l'unica indicata. Cornee troppo sottili per un flap, asimmetrie topografiche, morfologie borderline o stili di vita con alto rischio di traumi oculari sono tutte condizioni in cui le tecniche di superficie offrono il miglior rapporto sicurezza/risultato, indipendentemente dalla velocità di recupero.
Nella TransPRK il laser rimuove automaticamente l'epitelio e poi esegue l'ablazione in un'unica sequenza continua, senza alcun contatto manuale con la cornea. Questo consente di personalizzare il profilo di ablazione in base alla topografia corneale individuale, risultando particolarmente efficace nel trattare cornee irregolari o asimmetriche. Il fastidio post-operatorio è leggermente superiore all'Epi-LASEK ma inferiore alla PRK classica.
La tecnica LASEK è stata inventata dal Dr. Massimo Camellin, fondatore del centro SEKAL di Rovigo, alla fine degli anni '90. Rispetto alla PRK classica, la LASEK preserva e riposiziona l'epitelio corneale, riducendo il discomfort post-operatorio. SEKAL ha contribuito allo sviluppo e alla diffusione internazionale di questa tecnica, che porta il nome dello stesso centro (LASEK = LAser subEpithelial Keratomileusis).
Mediamente, i pazienti riprendono le attività lavorative tra il 4° e il 7° giorno dall'intervento, quando la visione è tornata sufficientemente funzionale. Per lavori che richiedono prestazioni visive critiche (guida prolungata, lavori di precisione) si consiglia di attendere la stabilizzazione completa, solitamente entro 2 settimane. Il chirurgo fornirà indicazioni personalizzate in base al difetto corretto.

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