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Laser agli occhi e attività sportiva: esiste una tecnica migliore?

·5 min di lettura·Livello: 🟢 Base·di Umberto Camellin
laser occhi sport

Chi pratica sport può beneficiare della chirurgia refrattiva. Ma esiste davvero una tecnica migliore?

Per chi pratica sport regolarmente, occhiali e lenti a contatto possono diventare molto più di un semplice fastidio.

Chi corre sa cosa significa avere gli occhiali che scivolano con il sudore. Chi nuota deve continuamente togliere e mettere le lenti a contatto. Chi pratica sport di squadra teme il contatto fisico. E chi si allena molte ore ogni settimana spesso arriva a una conclusione molto semplice: “Non voglio che la mia vista sia un limite.”

È uno dei motivi per cui molti sportivi iniziano a interessarsi alla chirurgia refrattiva.

E lo sport praticato è certamente uno degli elementi che possono influenzare questa scelta.

Perché sempre più sportivi scelgono il laser?

Le motivazioni sono spesso molto concrete.

Gli occhiali possono limitare il campo visivo, appannarsi, spostarsi durante i movimenti o risultare incompatibili con alcune attività sportive.

Le lenti a contatto rappresentano un’ottima alternativa, ma non sempre sono ben tollerate nel lungo periodo. Sudore, vento, sabbia, cloro, acqua di mare e molte ore di allenamento possono renderne l’utilizzo meno confortevole.

Per molti atleti amatoriali e professionisti la possibilità di vedere bene senza dipendere da dispositivi esterni rappresenta quindi un vantaggio importante.

Ma quale tecnica scegliere?

La PhotoRefractive Keratectomy (PRK): la “veterana” che continua a convincere

La PhotoRefractive Keratectomy (PRK) è stata la prima vera procedura laser moderna per la correzione di miopia, astigmatismo e ipermetropia.

Nonostante l’arrivo di tecnologie più recenti, continua ancora oggi ad avere un ruolo centrale nella chirurgia refrattiva.

Uno dei principali vantaggi della PRK è l’assenza del flap corneale.

Il trattamento viene eseguito sulla superficie della cornea e questo elimina tutte le possibili problematiche legate alla presenza di un flap.

Per questo motivo la PRK viene spesso presa in considerazione nei pazienti che praticano sport da contatto o attività nelle quali il rischio di trauma oculare è più elevato.

Naturalmente esiste un compromesso.

Il recupero è generalmente più lento rispetto ad altre tecniche e nei primi giorni possono comparire bruciore, lacrimazione e sensibilità alla luce.

Ma è importante ricordare che il fastidio iniziale dura pochi giorni, mentre il risultato refrattivo è destinato ad accompagnare il paziente per molti anni.

La Femtosecond Laser-Assisted In Situ Keratomileusis (FemtoLASIK): il recupero rapido

La Femtosecond Laser-Assisted In Situ Keratomileusis (FemtoLASIK) rappresenta ancora oggi una delle procedure più diffuse nel mondo.

In questo caso un laser a femtosecondi crea un sottile flap corneale che viene temporaneamente sollevato per permettere il trattamento dello stroma sottostante mediante laser ad eccimeri.

Il grande vantaggio della FemtoLASIK è rappresentato dal recupero visivo estremamente rapido.

Molti pazienti riferiscono un netto miglioramento della vista già poche ore dopo l’intervento e riescono a riprendere rapidamente le normali attività quotidiane.

Per uno sportivo questo può tradursi in un ritorno relativamente precoce agli allenamenti, sempre nel rispetto delle indicazioni del chirurgo.

La presenza del flap, tuttavia, è un elemento che viene preso in considerazione soprattutto negli sport ad alto rischio di trauma diretto sull’occhio.

Non significa necessariamente che la FemtoLASIK sia controindicata, ma rappresenta uno degli aspetti da discutere durante la visita preoperatoria.

La Kerato Lenticule Extraction (KLEX): una nuova famiglia di procedure

Negli ultimi anni si è assistito alla diffusione delle tecniche appartenenti alla famiglia della Kerato Lenticule Extraction (KLEX).

In questa categoria rientrano procedure come la Small Incision Lenticule Extraction (SMILE), la SmartSight e la Smooth Incision Lenticule Keratomileusis (SILK).

Il principio è differente rispetto alla FemtoLASIK.

Un laser a femtosecondi crea un piccolo lenticolo all’interno della cornea, che viene poi estratto attraverso una micro-incisione.

L’assenza di un flap completo rappresenta uno degli aspetti più interessanti di queste procedure, soprattutto nel contesto dell’attività sportiva.

Anche il recupero tende ad essere rapido e il discomfort postoperatorio generalmente contenuto.

Naturalmente, come per tutte le tecniche, esistono indicazioni precise e limiti specifici.

Quando si può tornare a fare sport?

La risposta dipende dalla tecnica utilizzata e dal tipo di attività sportiva praticata.

Attività leggere come camminata o cyclette possono spesso essere riprese precocemente, mentre sport acquatici, attività ad alta intensità o discipline da contatto richiedono generalmente tempi più lunghi.

È fondamentale comprendere che non esiste una tempistica valida per tutti.

Il decorso postoperatorio deve sempre essere valutato individualmente dal chirurgo durante i controlli successivi all’intervento.

Anticipare eccessivamente il ritorno allo sport potrebbe interferire con la guarigione.

Esiste davvero una tecnica migliore per gli sportivi?

Probabilmente no. Ed è proprio questo il messaggio più importante.

Un maratoneta potrebbe avere esigenze completamente diverse rispetto a un pugile. Un nuotatore potrebbe porre l’accento sulla gestione delle lenti a contatto, mentre un praticante di arti marziali potrebbe essere maggiormente interessato agli aspetti biomeccanici della cornea.

La scelta non dipende esclusivamente dallo sport praticato. Dipende anche dallo spessore corneale, dalla topografia, dalla stabilità del difetto refrattivo, dalla presenza di secchezza oculare e dalle aspettative del paziente.

E questo significa trovare il giusto equilibrio tra sicurezza, recupero, esigenze sportive e caratteristiche individuali dell’occhio.

Bibliografia

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  5. Sandoval HP, Donnenfeld ED, Kohnen T, et al. Modern laser in situ keratomileusis outcomes. Ophthalmology. 2016;123(1):e28-e51.
Umberto Camellin

Scritto da

Umberto Camellin

Medico Chirurgo Oculista

Il Dott. Umberto Camellin è un chirurgo oculista con attività clinica e chirurgica nell’ambito della cataratta e della chirurgia refrattiva, con particolare attenzione alla personalizzazione del risultato e alla gestione dei casi complessi, come le cornee irregolari e il cheratocono. Accanto alla pratica clinica, si occupa di ricerca applicata con un interesse specifico per la biometria avanzata, l’analisi pupillometrica e corneale, la statistica inferenziale e il machine learning. È autore di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e partecipa regolarmente come relatore a congressi nazionali e internazionali. Svolge la sua attività presso SEKAL Microchirurgia e presso l’Ospedale Mater Salutis di Legnago, seguendo il paziente dalla diagnosi al trattamento chirurgico.

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