
FemtoLASIK: pro e contro reali di una delle tecniche più utilizzate al mondo
La FemtoLASIK è ancora una delle tecniche più utilizzate al mondo. Scopri vantaggi, limiti e differenze rispetto a PRK e SMILE.
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La chirurgia refrattiva si può fare anche d’estate. Ecco cosa cambia davvero tra sole, mare e recupero postoperatorio.
“Vorrei fare il laser agli occhi… ma ormai siamo in estate.”
Questa frase la sentiamo continuamente tra maggio e agosto. Ed è quasi sempre seguita dalla stessa domanda: “Ma si può fare davvero il laser d’estate o è meglio aspettare l’inverno?”
La risposta breve è molto semplice: sì, la chirurgia refrattiva si può fare tranquillamente anche d’estate.
E no, il caldo non “rovina” il laser.
Per anni si è diffusa l’idea che l’estate fosse il periodo peggiore per operarsi agli occhi. Sole, mare, sudore, aria condizionata, sabbia: molti immaginano che tutto questo renda l’intervento più rischioso.
In realtà la situazione è molto diversa. Le moderne tecniche di chirurgia refrattiva (PRK, TransPRK, SMILE e FemtoLASIK) vengono eseguite tutto l’anno. Non esiste una “stagione proibita”.
Quello che cambia davvero non è il laser.
Cambiano le abitudini del paziente nelle settimane successive. Ed è qui che bisogna essere concreti.
Una delle paure più diffuse riguarda il sole.
Molti pensano che la luce solare possa “rovinare” la cornea operata.
Non è così.
Però soprattutto dopo tecniche di superficie come PRK o TransPRK, nelle prime settimane è importante proteggere bene gli occhi dalla luce intensa e dai raggi UV.
Per questo consigliamo sempre:
Non perché l’effetto del laser “si sciolga” col caldo, ovviamente. Ma perché una superficie corneale appena trattata è più sensibile, può infiammarsi, ed in caso di chirurgia di superficie può favorire l’haze.
Ed è proprio qui che nasce molta della confusione online: un consiglio di prudenza viene trasformato in “d’estate non si può fare”. Sono due cose completamente diverse.
Questa è probabilmente la parte più pratica dell’estate.
Il problema vero non è il caldo.
Il problema sono:
Per questo motivo dopo la chirurgia refrattiva chiediamo generalmente di evitare mare e piscina per un breve periodo, che varia in base alla tecnica utilizzata e alla velocità di guarigione.
Dopo una SMILE o una FemtoLASIK il recupero è spesso molto rapido. Dopo una PRK i tempi possono essere un po’ più lunghi perché l’epitelio deve guarire completamente. Ma stiamo parlando di settimane. Non di mesi. Ed è qui che molti rimangono sorpresi.
Sì, perché spesso online si parla solo dei “problemi” dell’estate, ma ci sono anche aspetti molto comodi.
Molti pazienti hanno:
E soprattutto c’è un dettaglio molto semplice: vivere l’estate senza occhiali o lenti a contatto cambia tantissimo la qualità della vita. Molti pazienti si operano proprio in estate per questo motivo.
Questo è un altro aspetto molto sottovalutato. Con caldo, vento, aria condizionata e maggiore evaporazione lacrimale, molte persone in estate tollerano peggio le lenti a contatto. Bruciore, secchezza, irritazione e sensazione di occhio stanco tendono ad aumentare. Ed è spesso proprio durante l’estate che tanti pazienti iniziano seriamente a valutare la chirurgia refrattiva.
La risposta vera è: non esiste una stagione “magica”. Se l’occhio è stabile, la cornea è adatta e il paziente può seguire correttamente il postoperatorio, la chirurgia refrattiva può essere eseguita tranquillamente anche in estate.
Il punto importante non è il mese.
Il punto è:
Ed è qui che la chirurgia refrattiva moderna cambia completamente rispetto al passato. Oggi recuperi, tecnologie e protocolli sono enormemente più evoluti rispetto a molti anni fa.
Alla fine quindi la risposta concreta è molto semplice: sì, il laser agli occhi si può fare anche d’estate. E per molti pazienti potrebbe essere addirittura il momento più comodo dell’anno per farlo.

Scritto da
Umberto CamellinMedico Chirurgo Oculista
Il Dott. Umberto Camellin è un chirurgo oculista con attività clinica e chirurgica nell’ambito della cataratta e della chirurgia refrattiva, con particolare attenzione alla personalizzazione del risultato e alla gestione dei casi complessi, come le cornee irregolari e il cheratocono. Accanto alla pratica clinica, si occupa di ricerca applicata con un interesse specifico per la biometria avanzata, l’analisi pupillometrica e corneale, la statistica inferenziale e il machine learning. È autore di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e partecipa regolarmente come relatore a congressi nazionali e internazionali. Svolge la sua attività presso SEKAL Microchirurgia e presso l’Ospedale Mater Salutis di Legnago, seguendo il paziente dalla diagnosi al trattamento chirurgico.
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