
Quanto dura davvero il risultato del laser agli occhi?
Il laser corregge il difetto refrattivo, ma l’occhio continua comunque a cambiare nel tempo.
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Cos’è il laser ad eccimeri e come funziona. Spiegazione chiara della tecnologia alla base della chirurgia refrattiva fotoablativa.
Difficoltà di lettura: Base
Se vi dicessero che è possibile modificare la forma della cornea lavorando su pochi micron di tessuto, senza tagliare e senza generare calore, probabilmente sembrerebbe più teoria che realtà. Eppure è esattamente quello che succede con il laser ad eccimeri.
È la tecnologia che ha reso possibile la chirurgia refrattiva moderna. Non perché sia “più potente”, ma perché è più precisa di qualsiasi altro strumento utilizzato in questo ambito.
Il suo funzionamento si basa sulla fotoablazione. In pratica, un fascio di luce ultravioletta a 193 nanometri rompe i legami molecolari del tessuto corneale, permettendo di rimuoverlo in modo controllato, strato dopo strato. Non si tratta di un taglio e non si tratta di una bruciatura: il tessuto viene letteralmente rimodellato a livello microscopico.
Questa precisione è ciò che permette di intervenire sulla cornea con un obiettivo molto specifico: cambiare la sua curvatura per correggere il difetto visivo. La cornea, infatti, è la principale lente dell’occhio, e anche una variazione minima della sua forma può modificare in modo significativo il punto di messa a fuoco delle immagini.
Nella miopia il laser viene utilizzato per appiattire la cornea, così da riportare il fuoco sulla retina. Nell’ipermetropia il meccanismo è opposto, mentre nell’astigmatismo si lavora per rendere la superficie più regolare. Il principio è sempre lo stesso, ma l’applicazione cambia in base all’occhio. Non è il laser che si adatta al difetto, è il trattamento che si adatta al paziente.
A questo punto si potrebbe pensare che tutti i laser ad eccimeri funzionino allo stesso modo. In realtà, le differenze sono rilevanti. Un aspetto fondamentale è la capacità di seguire i movimenti dell’occhio durante il trattamento. Anche piccoli spostamenti possono influenzare il risultato, ed è per questo che i sistemi di eye tracking devono essere estremamente rapidi e precisi.
C’è poi il modo in cui il laser distribuisce l’ablazione sulla cornea. Non è solo una questione di quantità di tessuto rimosso, ma di come viene ridisegnata la superficie. È questo che incide sulla qualità visiva finale, soprattutto in condizioni più complesse come la visione notturna.
Infine, esiste un fattore che raramente viene considerato ma che è determinante: la stabilità. Un laser di questo tipo lavora con precisioni estremamente elevate e, per mantenerle, deve operare in condizioni ambientali controllate e con una manutenzione costante. La precisione non è solo una caratteristica iniziale, è qualcosa che va preservato nel tempo.
Oggi il laser ad eccimeri è utilizzato in diverse tecniche, tra cui PRK, LASEK e FEMTOLASIK. In tutte queste procedure rappresenta il momento centrale dell’intervento, quello in cui il difetto visivo viene realmente corretto.
Alla fine, però, il punto è semplice.
Il laser è uno strumento straordinariamente preciso.
Ma il risultato dipende sempre da come viene utilizzato.
Trokel SL, Srinivasan R, Braren B. Excimer laser surgery of the cornea. Am J Ophthalmol.
Krueger RR, Trokel SL, Schubert HD. Interaction of UV laser light with corneal tissue. Invest Ophthalmol Vis Sci.
Shortt AJ, Allan BD, Evans JR. Excimer laser refractive surgery for correction of refractive errors. Cochrane Database Syst Rev.

Scritto da
Umberto CamellinMedico Chirurgo Oculista
Il Dott. Umberto Camellin è un chirurgo oculista con attività clinica e chirurgica nell’ambito della cataratta e della chirurgia refrattiva, con particolare attenzione alla personalizzazione del risultato e alla gestione dei casi complessi, come le cornee irregolari e il cheratocono. Accanto alla pratica clinica, si occupa di ricerca applicata con un interesse specifico per la biometria avanzata, l’analisi pupillometrica e corneale, la statistica inferenziale e il machine learning. È autore di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e partecipa regolarmente come relatore a congressi nazionali e internazionali. Svolge la sua attività presso SEKAL Microchirurgia e presso l’Ospedale Mater Salutis di Legnago, seguendo il paziente dalla diagnosi al trattamento chirurgico.
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