
Fa male operarsi con il laser agli occhi? La verità senza filtri
La paura del dolore è normalissima. Ma la chirurgia refrattiva moderna è molto diversa da come molti la immaginano.
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Il laser corregge il difetto refrattivo, ma l’occhio continua comunque a cambiare nel tempo.
“Ok, faccio il laser… ma poi tra dieci anni torno come prima?”
Questa è una delle domande più intelligenti che un paziente possa fare.
Perché la chirurgia refrattiva non “blocca il tempo”. Non rende l’occhio immutabile. E soprattutto non impedisce all’occhio di cambiare nel corso della vita. Ma questo non significa che il risultato “svanisca”.
Quando la chirurgia refrattiva viene eseguita correttamente, su un difetto stabile e in un paziente ben selezionato, il risultato tende a essere molto stabile nel tempo.
Ed è qui che bisogna chiarire un concetto fondamentale: il laser corregge il difetto refrattivo presente in quel momento lavorando sulla cornea. Non impedisce eventuali cambiamenti biologici futuri dell’occhio.
Per esempio, una miopia che sta ancora aumentando può continuare a cambiare anche dopo l’intervento. Ed è proprio per questo che prima della chirurgia valutiamo sempre la stabilità refrattiva.
Nella maggior parte dei pazienti adulti, soprattutto dopo i 22-25 anni, la situazione tende a essere molto stabile. Ed è il motivo per cui tantissimi pazienti operati venti anni fa vedono ancora benissimo oggi.
Poi ovviamente esistono variabili individuali:
Ed è proprio qui che la chirurgia refrattiva moderna si differenzia da quella di molti anni fa.
Oggi topografia, tomografia e analisi biomeccanica permettono una selezione del paziente molto più accurata.
C’è poi un altro punto che genera molta confusione: la presbiopia.
Molti pazienti pensano:
“Mi sono operato e dopo anni ho rimesso gli occhiali”.
Ma spesso non è “tornata la miopia”.
È semplicemente arrivata la presbiopia, cioè il naturale cambiamento del cristallino che compare normalmente dopo i 45 anni praticamente in tutti gli esseri umani.
Ed è una cosa completamente diversa. Alla fine quindi la risposta vera è questa:
il risultato della chirurgia refrattiva può durare moltissimi anni, spesso decenni, ma l’occhio resta comunque un organo biologico che cambia nel tempo.
Le cause per cui possono esserci dei cambiamenti nel tempo in pazienti operati di laser agli occhi sono due: la regressione superficiale e la lunghezza assiale. L’occhio operato di chirurgia refrattiva può avere piccole variazioni del tempo, spesso insignificanti. Inoltre, nelle miopie molto elevate l’occhio può continuare ad allungarsi, questo allungamento si evidenzia con la presenza nel paziente di una lieve miopia.
La differenza è che oggi i cambiamenti possiamo prevederli molto meglio rispetto al passato.
Per fortuna sono casi rari, ma se dovessero presentarsi, ecco che non spingere al limite una tecnica può garantirci ancora tessuto corneale per eventuale “ritocchi laser” in assoluta tranquillità.

Scritto da
Umberto CamellinMedico Chirurgo Oculista
Il Dott. Umberto Camellin è un chirurgo oculista con attività clinica e chirurgica nell’ambito della cataratta e della chirurgia refrattiva, con particolare attenzione alla personalizzazione del risultato e alla gestione dei casi complessi, come le cornee irregolari e il cheratocono. Accanto alla pratica clinica, si occupa di ricerca applicata con un interesse specifico per la biometria avanzata, l’analisi pupillometrica e corneale, la statistica inferenziale e il machine learning. È autore di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e partecipa regolarmente come relatore a congressi nazionali e internazionali. Svolge la sua attività presso SEKAL Microchirurgia e presso l’Ospedale Mater Salutis di Legnago, seguendo il paziente dalla diagnosi al trattamento chirurgico.
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