
Miopia elevata: meglio laser o ICL?
Miopia elevata: confronto tra laser e ICL. Qualità visiva, sicurezza e stabilità per scegliere davvero la soluzione migliore.
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La paura del dolore è normalissima. Ma la chirurgia refrattiva moderna è molto diversa da come molti la immaginano.
Questa è probabilmente la domanda che tutti fanno… ma che quasi nessuno ammette subito.
“Ma durante il laser senti dolore?”
La risposta vera è molto più semplice di quanto pensiate: durante l’intervento, nella maggior parte dei casi, no.
E questo sorprende praticamente tutti i pazienti.
La chirurgia refrattiva moderna viene eseguita con anestesia in gocce. L’occhio viene completamente anestetizzato localmente e il paziente normalmente percepisce:
ma non un vero dolore.
Ed è proprio questo che spesso crea stupore dopo l’intervento: “Pensavo molto peggio”.
La parte importante però è capire che non tutte le tecniche sono uguali.
Ed è qui che online nasce molta confusione.
Con tecniche di superficie come PRK o TransPRK, il fastidio postoperatorio nei primi giorni esiste davvero. Non ha senso negarlo. Nei primi 2-4 giorni il paziente può avere:
Perché? Perché nella PRK l’epitelio corneale deve guarire, la sensazione è quella di una congiuntivite nella maggior parte dei casi.
Ed è proprio questa guarigione superficiale a creare il fastidio iniziale.
Con tecniche intrastromali come FemtoLASIK o SMILE invece il recupero è generalmente molto più rapido e il discomfort postoperatorio tende a essere nettamente inferiore e presente nelle prime ore dopo l’intervento.
Ma qui arriva la parte importante.
Il fastidio postoperatorio non significa che una tecnica sia “vecchia” o “sbagliata”.
Anzi.
In molti casi la PRK rimane ancora oggi una delle tecniche più intelligenti e conservative dal punto di vista biomeccanico, soprattutto in cornee sottili o borderline.
Ed è qui che nasce uno degli errori più frequenti: scegliere la tecnica pensando solo ai primi due giorni.
La tecnica corretta non è quella “meno fastidiosa”. È quella più sicura per quel singolo occhio.
Un’altra paura molto comune riguarda il laser stesso. Molti pazienti immaginano scene quasi fantascientifiche, pensando di “sentire il laser” o di vedere strumenti enormi davanti all’occhio.
In realtà oggi gli interventi sono estremamente rapidi, controllati e tecnologicamente molto evoluti. I moderni sistemi di eye tracking seguono i movimenti oculari in tempo reale e il trattamento dura spesso pochi secondi.
Alla fine, la verità senza filtri è questa: la paura prima dell’intervento è quasi sempre molto più grande del fastidio reale.
Ed è una cosa che sentiamo dire continuamente appena il paziente si alza dal lettino: “Se lo avessi saputo prima, lo avrei fatto anni fa”.

Scritto da
Umberto CamellinMedico Chirurgo Oculista
Il Dott. Umberto Camellin è un chirurgo oculista con attività clinica e chirurgica nell’ambito della cataratta e della chirurgia refrattiva, con particolare attenzione alla personalizzazione del risultato e alla gestione dei casi complessi, come le cornee irregolari e il cheratocono. Accanto alla pratica clinica, si occupa di ricerca applicata con un interesse specifico per la biometria avanzata, l’analisi pupillometrica e corneale, la statistica inferenziale e il machine learning. È autore di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e partecipa regolarmente come relatore a congressi nazionali e internazionali. Svolge la sua attività presso SEKAL Microchirurgia e presso l’Ospedale Mater Salutis di Legnago, seguendo il paziente dalla diagnosi al trattamento chirurgico.
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