Chirurgia della Cataratta: Anatomia dell'occhio

Cos’è la Cataratta

Prima di trattare della Chirurgia della Cataratta è opportuno spiegare cosa sia la Cataratta. La Cataratta costituisce oggigiorno la più diffusa causa di cecità nel mondo.

Dobbiamo purtroppo constatare che nei paesi sottosviluppati non è possibile operare questa patologia così diffusa e così facilmente risolvibile chirurgicamente. 

Per Cataratta si intende un’opacità del cristallino che rappresenta una lente posta all’interno dell’occhio.

Il cristallino è una struttura trasparente che con il passare del tempo ingiallisce fino ad impedire alla luce di passare.

Nelle fasi avanzate assume un colorito bianco che oscura completamente la visione.

Le cause di opacizzazione del cristallino sono note solo in parte. Comunque si ritiene che vi possa essere una predisposizione naturale.

Terapia Medica della Cataratta

A differenza di molte altre malattie, la medicina ha fatto pochissimi progressi nella terapia medica della cataratta, per la quale sono stati proposti colliri e pillole di discussa ed incerta efficacia.

Si tratta per lo più di farmaci innocui che possono comunque essere assunti senza pericoli per l’ organismo.

Chirurgia della Cataratta con facoemulsificatore

Terapia Chirurgica con Facoemulsificazione della Cataratta Senza SuturaIl termine difficile “Facoemulsificazione“, rappresenta semplicemente una tecnica di aspirazione del contenuto del cristallino tramite l’uso degli ultrasuoni.

In pratica si effettua una piccola incisione dai tre ai 5 mm ed attraverso questa si entra con una cannula che vibra.

Le vibrazioni frantumano il contenuto del cristallino che viene agevolmente aspirato.

Grazie alle piccole dimensioni del taglio di ingresso, questo è autochiudente e non richiede suture.

L’inserimento del cristallino artificiale viene effettuato all’interno del sacco del vecchio cristallino, così da riportare l’anatomia dell’occhio alla sua primitiva struttura.

Quest’ultima metodica presenta per il paziente l’indubbio vantaggio di un più veloce recupero visivo. Infatti già dopo qualche giorno la visione è abbastanza nitida da consentire un’autonomia nei movimenti.

La chirurgia della Cataratta con facoemulsificazione risulta più agevole se la cataratta non è molto matura, in quanto è più semplice aspirare il contenuto di un cristallino tenero, e pertanto mentre un tempo si aspettava la “maturazione” della cataratta, oggi al contrario è preferibile operare una cataratta non molto avanzata.

L’utilizzo di cristallini artificiali pieghevoli permette di effettuare tutto l’intervento attraverso un’incisione di circa 3 mm, e questo riduce ogni rischio di contaminazione della ferita nell’immediato postoperatorio.

I Nuovi Cristallini Multifocali

E’ possibile oggigiorno impiantare una lente intraoculare multifocale che permetteno simultaneamente la visione per vicino e per lontano così da eliminare la necessità di un occhiale per lettura.

Chirurgia della cataratta: quale Anestesia Usare?

La novità più interessante nella chirurgia della cataratta è costituita dalla possibilità di effettuare l’intervento in anestesia topica, ossia con semplici gocce di anestetico istillato pochi minuti prima dell’intervento. Tale tipo di anestesia è infatti completamente sufficiente ad eliminare ogni stimolo doloroso per il paziente. Il vantaggio di questa metodica è l’assenza di rischi dell’iniezione retrobulbare e quindi assenza di dolore. Evitando di anestetizzare il muscolo palpebrale il paziente avrà la possibilità di chiudere spontaneamente l’occhio alla fine dell’intervento, e ciò permette di evitare un fastidioso bendaggio e l’uso di pomate protettive.

Conclusioni : Quando Operare?

La comprensibile titubanza di ogni paziente nell’affrontare un intervento chirurgico và rivista al giorno d’oggi alla luce di queste nuove tecniche chirurgiche. Dobbiamo infatti considerare che la velocità di recupero visivo comporta un disagio veramente minimo nella vita di relazione.
Anestesia topica ed intervento ambulatoriale senza ricovero mediante ed facoemulsificazione comportano un indubbio vantaggio per le persone anziane, sdrammatizzando infatti l’atto chirurgico e semplificando l’assistenza da parte dei parenti, ma anche per chi in piena età lavorativa richiede il minimo tempo di recupero funzionale.

 

 

 

Chirurgia della Cataratta Intracapsulare

Chirurgia della Cataratta IntracapsulareNel tentativo di eliminare il problema la chirurgia fino a 20 anni fa si limitava ad asportare il cristallino opacizzato. Tale intervento solitamente eseguito con tecnica intracapsulare consisteva nell’asportazione del cristallino in toto, completo cioè del sacco che lo contiene. L’inconveniente ottico di questa metodica è l’assenza postoperatoria della messa a fuoco in assenza di occhiali, e parimenti la necessità di un occhiale con lente molto forte.

La necessità di utilizzare una lente molto forte che sostituisse il cristallino asportato impediva la possibilità di operare un occhio solo, in quanto il cervello non consente marcate differenze di occhiale fra un occhio e l’altro. Pertanto i vecchi pazienti operati con questa metodica riacquistavano la capacità visiva binoculare solo se operavano entrambi gli occhi.

Chirurgia della Cataratta Extracapsulare

Chirurgia della Cataratta ExtracapsulareLa possibilità di inserire un cristallino artificiale all’interno dell’occhio ha rivoluzionato le indicazioni all’intervento chirurgico, in quanto diventava ora possibile operare un singolo occhio e consentire a questo di vedere contemporaneamente all’occhio controlaterale anche se non operato. L’inserimento del cristallino artificiale ha infatti il grande pregio di eliminare l’obbligo dell’occhiale molto forte che sostituisce il cristallino. Tecnicamente l’intervento consiste nell’apertura della camera anteriore attraverso un taglio lungo circa 10 mm; da questa apertura viene fatto fuoriuscire il contenuto del cristallino, preservando però il sacco posteriore, che funge da supporto al cristallino artificiale.

La sutura è tolta dopo qualche mese. Purtroppo alcune volte durante i primi mesi è presente un astigmatismo postoperatorio dovuto all’eccessiva tensione dei punti. Possiamo quindi considerare normale un recupero visivo completo con questa metodica in un tempo di circa 3 mesi.