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Miopia elevata: meglio laser o ICL?

·4 min di lettura·Livello: 🟢 Base·di Umberto Camellin
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Miopia elevata: confronto tra laser e ICL. Qualità visiva, sicurezza e stabilità per scegliere davvero la soluzione migliore.

Difficoltà di lettura: Intermedio

Come già accennato, se avete una miopia elevata, è molto probabile che vi siate sentiti dire due cose opposte: da una parte che il laser è possibile, dall’altra che forse è meglio una lente intraoculare. Questo crea inevitabilmente confusione, perché entrambe le affermazioni possono essere vere, ma in contesti diversi!

Il punto di partenza è semplice: la miopia elevata non è solo “più miopia”. È una condizione che cambia le regole del gioco, perché richiede una correzione più importante e quindi ha un impatto maggiore sulle strutture oculari. È proprio qui che nasce il dubbio tra laser e ICL.

Il laser corregge il difetto rimodellando la cornea. Funziona molto bene nei difetti medio-bassi, ma quando la miopia aumenta, la quantità di tessuto da trattare diventa sempre più rilevante. Questo può ridurre lo spessore residuo della cornea e influenzare la stabilità del risultato nel lungo periodo. Non significa che il laser sia “sbagliato”, ma che diventa meno prevedibile man mano che il difetto aumenta.

L’ICL, invece, segue una logica completamente diversa. Non modifica la cornea ma inserisce una lente all’interno dell’occhio (dietro l’iride), correggendo il difetto in modo diretto. Questo consente di mantenere intatta la struttura corneale, ed è proprio questo il motivo per cui viene spesso preferita nei difetti elevati. Non è più una questione di fattibilità, ma di qualità e stabilità del risultato.

Un aspetto che spesso non viene spiegato bene è la qualità visiva. Nei pazienti con miopia elevata, l’ICL tende a offrire una qualità ottica più elevata rispetto al laser, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione. Questo dipende dal fatto che la cornea non viene modificata e mantiene le sue caratteristiche ottiche originali. È un dettaglio tecnico, ma ha un impatto concreto nella vita quotidiana.

Allo stesso tempo, il laser rimane una possibilità in alcuni casi selezionati. Se la cornea è sufficientemente spessa e regolare, e se il difetto rientra in limiti trattabili senza compromettere la struttura, può ancora essere una scelta valida. Tuttavia, in questi casi la decisione deve essere particolarmente attenta, perché il margine di sicurezza è più ridotto. Non è una scelta sbagliata, ma è una scelta più “al limite”.

C’è poi un elemento che spesso orienta la decisione anche a livello psicologico: il fatto che l’ICL sia una lente intraoculare. L’idea di avere una lente all’interno dell’occhio può inizialmente creare resistenza, ma nella pratica clinica moderna si tratta di una procedura altamente standardizzata, con risultati molto stabili nel tempo. Inoltre, a differenza del laser, l’ICL può essere rimossa o sostituita, introducendo un livello di flessibilità che in alcuni pazienti è rassicurante. È un approccio diverso, non necessariamente più rischioso.

Il vero errore, in questi casi, è cercare una risposta generale. Non esiste una soglia precisa oltre la quale il laser “non si può fare più”. Esiste invece un’area in cui la scelta diventa sempre più orientata verso l’ICL, perché offre un miglior equilibrio tra qualità visiva, sicurezza e stabilità.

Alla fine, la domanda non è se il laser sia possibile, ma se sia la scelta migliore. E nella miopia elevata, molto spesso la risposta è no.

Questo non significa che l’ICL sia sempre superiore, ma che in questo specifico contesto rappresenta frequentemente la soluzione più logica. È una differenza sottile, ma fondamentale, perché sposta il focus dalla possibilità tecnica alla qualità del risultato.

Quando si arriva alla decisione finale, tutto si riduce a un concetto semplice: non si tratta di correggere il difetto, ma di farlo nel modo più sicuro e stabile possibile nel tempo.

Ed è proprio qui che, nella miopia elevata, l’ICL trova il suo ruolo più forte.

Bibliografia

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Packer M. The Implantable Collamer Lens: safety and efficacy. Clin Ophthalmol.

Umberto Camellin

Scritto da

Umberto Camellin

Medico Chirurgo Oculista

Il Dott. Umberto Camellin è un chirurgo oculista con attività clinica e chirurgica nell’ambito della cataratta e della chirurgia refrattiva, con particolare attenzione alla personalizzazione del risultato e alla gestione dei casi complessi, come le cornee irregolari e il cheratocono. Accanto alla pratica clinica, si occupa di ricerca applicata con un interesse specifico per la biometria avanzata, l’analisi pupillometrica e corneale, la statistica inferenziale e il machine learning. È autore di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e partecipa regolarmente come relatore a congressi nazionali e internazionali. Svolge la sua attività presso SEKAL Microchirurgia e presso l’Ospedale Mater Salutis di Legnago, seguendo il paziente dalla diagnosi al trattamento chirurgico.

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