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Cataratta: quale cristallino scegliere

·3 min di lettura·Livello: 🟢 Base·di Umberto Camellin
CATARATTA | Il Cristallino Artificiale

Cataratta: differenze tra cristallini artificiali e come scegliere la lente più adatta alle vostre esigenze visive.

Quando si parla di intervento di cataratta, spesso ci si concentra sulla rimozione del cristallino opaco. In realtà, la parte più importante arriva subito dopo. Non è solo “togliere la cataratta”, ma è possibile ad oggi decidere come vedere dopo.

Il cristallino artificiale (IOL, Intra Ocular Lens) è la lente che sostituisce quello naturale quando perde trasparenza. La cataratta, infatti, non è altro che l’opacizzazione del cristallino, e l’unico modo per recuperare la visione è rimuoverlo e sostituirlo con una lente artificiale.

Oggi questa procedura è estremamente evoluta. Le lenti moderne sono sottili, pieghevoli e vengono inserite attraverso incisioni molto piccole, senza punti di sutura. Questo rende l’intervento più rapido e il recupero generalmente veloce. Ma il vero cambiamento non è tecnico. È nella possibilità di personalizzare il risultato visivo.

Non esiste un solo tipo di cristallino artificiale. Esistono diverse soluzioni, e ognuna porta ad un tipo di visione diversa.

Le lenti monofocali sono ancora oggi le più utilizzate. Permettono di ottenere una visione nitida a una distanza precisa, solitamente per lontano, e garantiscono una qualità visiva molto stabile. Negli ultimi anni si sono evolute in versioni più avanzate, le cosiddette monofocali plus, che offrono una profondità di fuoco leggermente maggiore senza perdere la qualità e la naturalezza tipiche delle monofocali tradizionali. È una soluzione intermedia, spesso sottovalutata, ma molto equilibrata.

Quando è presente un astigmatismo significativo, si utilizzano le lenti toriche. In questi casi la lente viene orientata con precisione all’interno dell’occhio per compensare l’astigmatismo corneale. Il risultato è una visione più nitida. È una soluzione efficace, ma richiede un’elevata precisione sia nella pianificazione che nell’impianto.

Le lenti multifocali rappresentano invece un approccio diverso. Sono progettate per offrire più fuochi e permettere una visione sia da lontano che da vicino, riducendo la dipendenza dagli occhiali. È una soluzione interessante, ma non adatta a tutti. In alcuni pazienti possono comparire fenomeni come aloni o una riduzione della qualità visiva in condizioni particolari, soprattutto di notte. Per questo motivo la selezione del paziente è fondamentale.

Negli ultimi anni si sono sviluppate anche strategie più flessibili, come i sistemi a doppio impianto (es Camellens). In questo approccio viene inserita una lente principale e una seconda lente aggiuntiva che può essere modificata, ruotata o rimossa nel tempo. È una soluzione che permette di adattare il risultato anche dopo l’intervento, riducendo il rischio di scelte definitive non ottimali.

Ed è proprio qui che cambia la prospettiva. La chirurgia della cataratta non è più un intervento standard, ma una procedura personalizzata. Non si tratta solo di recuperare la visione, ma di scegliere come vedere nelle diverse situazioni della vostra vita quotidiana.

Alla fine, la domanda non è quale lente sia la più moderna.

La domanda è quale lente è giusta per voi.

Bibliografia

Alió JL, Plaza-Puche AB, Piñero DP. Multifocal intraocular lenses: clinical outcomes. J Cataract Refract Surg.

Koch DD, Jenkins RB, Weikert MP, et al. Correcting astigmatism with toric intraocular lenses. Ophthalmology.

Dick HB, Schultz T. A review of modern intraocular lens design. Curr Opin Ophthalmol.

Umberto Camellin

Scritto da

Umberto Camellin

Medico Chirurgo Oculista

Il Dott. Umberto Camellin è un chirurgo oculista con attività clinica e chirurgica nell’ambito della cataratta e della chirurgia refrattiva, con particolare attenzione alla personalizzazione del risultato e alla gestione dei casi complessi, come le cornee irregolari e il cheratocono. Accanto alla pratica clinica, si occupa di ricerca applicata con un interesse specifico per la biometria avanzata, l’analisi pupillometrica e corneale, la statistica inferenziale e il machine learning. È autore di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e partecipa regolarmente come relatore a congressi nazionali e internazionali. Svolge la sua attività presso SEKAL Microchirurgia e presso l’Ospedale Mater Salutis di Legnago, seguendo il paziente dalla diagnosi al trattamento chirurgico.

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