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Biometria nella cataratta: come si sceglie davvero la lente

·2 min di lettura·Livello: 🟡 Intermedio·di Umberto Camellin
Congresso di biometria per cataratta - 14th IPC Meeting St. Pete Beach, FL USA

Congresso internazionale sulla biometria per cataratta: 14th IPC Meeting a St. Pete Beach (USA). Aggiornamenti su calcolo IOL e risultati visivi.

Difficoltà di lettura: Intermedio

Durante il congresso internazionale sulla biometria per la cataratta (14th IPC Meeting, St. Pete Beach – USA), è emerso con chiarezza un punto: oggi la vera sfida non è più operare la cataratta, ma prevedere con precisione il risultato visivo.

Nell’intervento di estrazione della cataratta mediante facoemulsificazione, il cristallino naturale viene sostituito con una lente intraoculare (IOL), con l’obiettivo di ottenere l’emmetropia, cioè l’assenza di difetti visivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo.

Ma per arrivare a questo risultato serve un passaggio fondamentale: la biometria.

La biometria oculare consiste nella raccolta dei principali parametri dell’occhio, tra cui il potere corneale, la lunghezza assiale e lo spessore del cristallino naturale. Questi dati vengono inseriti in formule matematiche specifiche per calcolare il potere della lente intraoculare da impiantare. È questo il momento in cui si decide la qualità del risultato finale.

Negli ultimi anni, la precisione di questi calcoli è migliorata notevolmente. Tuttavia, durante il congresso è stato sottolineato come esistano ancora situazioni particolarmente complesse.

Una delle più rilevanti riguarda i pazienti già sottoposti a chirurgia refrattiva, sia con laser ad eccimeri sia con tecniche incisionali. In questi casi, la cornea presenta alterazioni della curvatura che rendono meno affidabili i parametri tradizionali utilizzati nelle formule biometriche. Il risultato è una maggiore difficoltà nel calcolo del potere corretto della IOL.

È proprio su questi aspetti che si è concentrato il lavoro e l’esperienza del Dott. Massimo Camellin, da sempre attento all’evoluzione della chirurgia refrattiva e delle sue implicazioni nella chirurgia della cataratta. L’integrazione tra queste due discipline rappresenta oggi uno dei punti più delicati e strategici nella pratica clinica.

Il messaggio che emerge è chiaro:

la biometria non è più un semplice passaggio tecnico, ma una fase critica che richiede esperienza, interpretazione e aggiornamento continuo.

Umberto Camellin

Scritto da

Umberto Camellin

Medico Chirurgo Oculista

Il Dott. Umberto Camellin è un chirurgo oculista con attività clinica e chirurgica nell’ambito della cataratta e della chirurgia refrattiva, con particolare attenzione alla personalizzazione del risultato e alla gestione dei casi complessi, come le cornee irregolari e il cheratocono. Accanto alla pratica clinica, si occupa di ricerca applicata con un interesse specifico per la biometria avanzata, l’analisi pupillometrica e corneale, la statistica inferenziale e il machine learning. È autore di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e partecipa regolarmente come relatore a congressi nazionali e internazionali. Svolge la sua attività presso SEKAL Microchirurgia e presso l’Ospedale Mater Salutis di Legnago, seguendo il paziente dalla diagnosi al trattamento chirurgico.

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