
Cheratocono nel 2026: il cross-linking a guida teranostica
Il cross-linking sta evolvendo verso trattamenti sempre più personalizzati. Scoprite cos’è la teranostica e quale sarà il futuro della cura del cheratocono.
Leggi l'articolo
Il cheratocono può sembrare un semplice astigmatismo. Cambi frequenti degli occhiali o visione sdoppiata possono essere i primi segnali.
Il cheratocono ha un problema: all’inizio sa nascondersi molto bene.
Non fa male. L’occhio non diventa rosso. E spesso si continuano a leggere anche parecchi decimi.
Quindi tutto bene? Non necessariamente.
A volte il primo segnale è molto più banale: un astigmatismo che aumenta, gli occhiali che sembrano non andare mai perfettamente, un occhio che vede peggio dell’altro oppure le luci che di sera iniziano ad avere una piccola “ombra”.
Ed è proprio qui che il cheratocono può passare inosservato.
Perché se un ragazzo vede 10/10 con gli occhiali, la tentazione è pensare che il problema sia risolto.
Ma il cheratocono non riguarda soltanto quanti decimi leggiamo. Riguarda la forma della cornea e la qualità con cui l’immagine viene costruita.
Capire quali sono i primi segnali serve quindi soprattutto a una cosa: intercettare una cornea che sta cambiando prima che il cambiamento diventi evidente anche nella vita quotidiana.
La cornea è la superficie trasparente che si trova davanti all’occhio e rappresenta una parte fondamentale del nostro sistema ottico.
Nel cheratocono la sua struttura tende progressivamente a modificarsi: alcune zone possono assottigliarsi e la curvatura diventa sempre meno regolare.
Il risultato non è semplicemente “più astigmatismo”.
Una superficie irregolare può infatti deformare l’immagine e generare aberrazioni ottiche che gli occhiali riescono a correggere solo in parte.
Il cheratocono, inoltre, è spesso asimmetrico: può interessare entrambi gli occhi, ma in maniera molto diversa.
Compare frequentemente in giovane età ed è proprio nei pazienti più giovani che bisogna prestare particolare attenzione alla possibile progressione. [1,2]
Partiamo da una cosa importante. Astigmatismo non significa cheratocono.
L’astigmatismo è molto comune e nella grande maggioranza delle persone non ha nulla a che vedere con una patologia corneale.
Ci sono però alcune situazioni che meritano attenzione.
Per esempio quando l’astigmatismo aumenta in tempi relativamente brevi, cambia frequentemente asse oppure diventa progressivamente molto diverso tra i due occhi.
Lo stesso vale quando la prescrizione degli occhiali viene modificata spesso ma il paziente continua a non essere completamente soddisfatto.
In questi casi continuare semplicemente ad aumentare o cambiare la correzione può non essere sufficiente.
Può essere utile chiedersi perché l’astigmatismo stia cambiando.
E guardare direttamente la cornea.
Sembra una contraddizione. Non lo è.
L’ottotipo misura quanto piccole sono le lettere che riusciamo a riconoscere. Ma la qualità visiva è qualcosa di più complesso.
Un paziente con un cheratocono iniziale può leggere ancora molto bene e, contemporaneamente, percepire lettere leggermente deformate, contorni meno netti oppure piccole immagini fantasma.
Questo succede perché l’irregolarità della cornea può generare aberrazioni ottiche più complesse rispetto alla normale miopia o al normale astigmatismo.
E gli occhiali non sempre riescono a compensarle completamente.
Due persone possono quindi leggere entrambe 10/10 e avere una qualità visiva molto diversa.
In alcune persone con una cornea irregolare, vicino all’immagine principale può comparire una seconda immagine più debole.
È quello che spesso viene definito ghosting, cioè una sorta di immagine fantasma.
Può essere sopra, sotto o lateralmente rispetto all’immagine principale.
Un dettaglio interessante è verificare se il fenomeno rimane presente guardando con un solo occhio.
Uno sdoppiamento monoculare persistente può avere diverse cause, ma tra queste va considerata anche un’alterazione della superficie ottica della cornea.
Altro scenario piuttosto tipico. Durante il giorno nessun grande problema.
Poi arriva la sera. Compaiono aloni, abbagliamento, contorni meno definiti e maggiore difficoltà nella guida notturna.
Perché?
Quando c’è poca luce la pupilla tende ad allargarsi. In questo modo una porzione più ampia del sistema ottico entra in gioco e alcune irregolarità possono diventare più evidenti. Ancora una volta, quindi, non conta soltanto il numero di decimi.
Conta come vediamo quei decimi.
Il nostro cervello è molto bravo ad arrangiarsi.
Se un occhio vede bene e l’altro un po’ peggio, può utilizzare soprattutto quello migliore senza che ce ne accorgiamo.
Per questo una forte asimmetria può essere scoperta quasi per caso.
Provate a osservare una scritta distante coprendo alternativamente prima un occhio e poi l’altro.
La differenza è minima?
Oppure con un occhio l’immagine è decisamente più sfocata o deformata?
Una differenza importante non significa automaticamente cheratocono.
Ma in un ragazzo o in un giovane adulto è un’informazione che merita di essere approfondita.
Nel normale astigmatismo una correzione adeguata consente generalmente di ottenere una buona qualità visiva.
Se la geometria corneale sta invece diventando più irregolare, trovare una correzione perfetta può diventare progressivamente più difficile.
Il problema, a quel punto, potrebbe non essere più semplicemente trovare “la lente giusta”.
Potrebbe essere utile capire se la cornea è rimasta uguale.
Il problema è quando lo sfregamento diventa frequente, vigoroso e ripetuto.
Gli studi hanno mostrato una significativa associazione tra eye rubbing e cheratocono, anche se questo non significa che strofinarsi gli occhi sia da solo sufficiente a provocare la malattia. La relazione è complessa e probabilmente coinvolge anche la predisposizione individuale. [3]
In una persona con cheratocono o con una cornea predisposta, però, evitare lo sfregamento è particolarmente importante.
Se gli occhi prudono continuamente, quindi, meglio trattare la causa del prurito che continuare a strofinarli.
Questa informazione conta.
Il cheratocono presenta anche una componente familiare e genetica.
Avere un genitore, un fratello o una sorella con cheratocono non significa necessariamente svilupparlo. Significa però che il livello di attenzione deve essere maggiore.
Soprattutto nei familiari più giovani può essere ragionevole valutare la morfologia della cornea anche quando la vista sembra ancora buona.
Nelle fasi iniziali il cheratocono può essere poco evidente anche durante una normale osservazione dell’occhio.
Per questo esistono esami dedicati allo studio della cornea.
La topografia corneale analizza principalmente la curvatura della superficie anteriore e consente di evidenziare eventuali irregolarità.
La tomografia corneale permette invece una valutazione ancora più completa, analizzando non soltanto la superficie anteriore ma anche quella posteriore e la distribuzione dello spessore corneale.
Possiamo quindi studiare:
Le tecniche diagnostiche moderne hanno reso possibile individuare alterazioni molto più precocemente rispetto al passato. [1]
Gli strumenti moderni producono una quantità enorme di dati.
E mappe molto colorate. Ma rosso non significa automaticamente malattia.
Non tutte le cornee asimmetriche sono cheratoconi e non tutti i valori fuori dalla norma rappresentano una patologia.
Una tomografia deve essere interpretata insieme alla refrazione, all’età, alla visita, alla storia clinica e agli eventuali esami precedenti.
E spesso il dato più interessante non è il singolo esame.
È il confronto.
La domanda infatti non è soltanto:
“Questa cornea è strana?”
Ma soprattutto:
“Questa cornea sta cambiando?”
I moderni sistemi di valutazione della progressione cercano proprio di analizzare nel tempo differenti componenti della morfologia corneale, anziché affidarsi esclusivamente a un singolo parametro. [4]
Perché oggi non dobbiamo necessariamente aspettare che il cheratocono diventi avanzato.
Quando viene dimostrata una progressione, in pazienti selezionati può essere indicato il cross-linking corneale.
Il suo obiettivo principale non è togliere gli occhiali.
È cercare di aumentare la stabilità della cornea e ridurre il rischio che la malattia continui a progredire.
Ed è proprio qui che la diagnosi precoce diventa importante.
Non per trovare una malattia a tutti i costi.
Ma per distinguere una cornea particolare e stabile da una cornea che, invece, sta cambiando davanti ai nostri occhi.
Soprattutto quando troviamo una combinazione di questi elementi:
Nessuno di questi elementi, preso singolarmente, permette di fare diagnosi.
Ma sono ottimi motivi per guardare la cornea un po’ più da vicino.
Perché il cheratocono non sempre si presenta facendo perdere improvvisamente la vista.
A volte inizia in maniera molto più discreta.
Un quarto di diottria in più.
Una luce leggermente sdoppiata.
Un occhio che non vede proprio come l’altro.
Un nuovo paio di occhiali che non convince.
Piccoli segnali.
Ma, messi insieme, possono raccontare qualcosa.
I primi segnali del cheratocono possono essere un astigmatismo che cambia, frequenti modifiche degli occhiali, differenze visive tra i due occhi, ghosting, immagini sdoppiate e peggioramento della qualità visiva soprattutto di sera.
Nelle fasi iniziali il visus può essere ancora molto buono.
Per questo, nei casi sospetti, lo studio topografico e tomografico della cornea permette di ottenere informazioni che una semplice misurazione della vista non può fornire.

Scritto da
Umberto CamellinMedico Chirurgo Oculista
Il Dott. Umberto Camellin è un chirurgo oculista con attività clinica e chirurgica nell’ambito della cataratta e della chirurgia refrattiva, con particolare attenzione alla personalizzazione del risultato e alla gestione dei casi complessi, come le cornee irregolari e il cheratocono. Accanto alla pratica clinica, si occupa di ricerca applicata con un interesse specifico per la biometria avanzata, l’analisi pupillometrica e corneale, la statistica inferenziale e il machine learning. È autore di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e partecipa regolarmente come relatore a congressi nazionali e internazionali. Svolge la sua attività presso SEKAL Microchirurgia e presso l’Ospedale Mater Salutis di Legnago, seguendo il paziente dalla diagnosi al trattamento chirurgico.
Prenota una visita con i nostri specialisti per una valutazione personalizzata.
Prenota una visita gratuita
Il cross-linking sta evolvendo verso trattamenti sempre più personalizzati. Scoprite cos’è la teranostica e quale sarà il futuro della cura del cheratocono.
Leggi l'articolo
Il cross-linking moderno non è più standard: diagnosi e trattamento del cheratocono stanno cambiando rapidamente. Cos'è il cross-linking e teranostica.
Leggi l'articolo
Calcolo IOL nel cheratocono: perché il problema non è solo la formula ma la stima del potere corneale reale.
Leggi l'articolo