
Lenti intraoculari: dalla teoria alla pratica clinica
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Tipologie di cataratta: nucleare, corticale e sottocapsulare. Differenze e sintomi spiegati in modo chiaro.
La cataratta è una patologia molto comune ed è oggi la più diffusa causa di cecità reversibile nel mondo. Si tratta dell’opacizzazione del cristallino naturale all’interno dell’occhio; con il tempo questo processo porta il cristallino a ingiallire progressivamente, riducendo il passaggio della luce e quindi la qualità della visione. Non tutte le cataratte, però, sono uguali. Il modo in cui si sviluppano cambia i sintomi e la percezione visiva del paziente.
La forma più frequente è la cataratta nucleare. In questo caso l’opacizzazione inizia dal centro del cristallino e si estende lentamente verso l’esterno. È la tipica cataratta legata all’età e spesso comporta una miopizzazione, cioè una temporanea sensazione di vedere meglio da vicino a scapito della visione per lontano.
Diverso è il comportamento della cataratta sottocapsulare posteriore. Qui l’opacità si localizza nella parte centrale posteriore del cristallino, una zona particolarmente critica per il passaggio della luce. Non è sempre legata all’invecchiamento: può essere associata a patologie sistemiche o all’uso prolungato di corticosteroidi sistemici. È una forma che spesso disturba di più, soprattutto nella visione con luce intensa o nei controluce.
La cataratta corticale, invece, si sviluppa dalla periferia del cristallino verso il centro. Può essere presente nel soggetto anziano, ma è anche tipica di alcune condizioni come il diabete o in seguito a traumi oculari. La progressione può essere più irregolare, con una qualità visiva che varia nel tempo.
Capire la tipologia di cataratta non è solo una classificazione teorica. Serve a interpretare meglio i sintomi e a pianificare il momento e le modalità dell’intervento. Perché anche se il trattamento è lo stesso, ogni cataratta si comporta in modo diverso.

Scritto da
Umberto CamellinMedico Chirurgo Oculista
Il Dott. Umberto Camellin è un chirurgo oculista con attività clinica e chirurgica nell’ambito della cataratta e della chirurgia refrattiva, con particolare attenzione alla personalizzazione del risultato e alla gestione dei casi complessi, come le cornee irregolari e il cheratocono. Accanto alla pratica clinica, si occupa di ricerca applicata con un interesse specifico per la biometria avanzata, l’analisi pupillometrica e corneale, la statistica inferenziale e il machine learning. È autore di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e partecipa regolarmente come relatore a congressi nazionali e internazionali. Svolge la sua attività presso SEKAL Microchirurgia e presso l’Ospedale Mater Salutis di Legnago, seguendo il paziente dalla diagnosi al trattamento chirurgico.
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