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Chirurgia refrattiva: capire davvero la miopia

·3 min di lettura·Livello: 🟢 Base·di Umberto Camellin
CHIRURGIA REFRATTIVA | La Miopia

Cos’è la miopia, perché peggiora e come si corregge. Guida chiara per capire cosa succede davvero nell’occhio miope.

Se vedete bene da vicino ma fate fatica a distinguere ciò che è lontano, molto probabilmente siete miopi. È uno dei difetti visivi più diffusi e, negli ultimi anni, anche uno dei più in crescita. Si stima che in Italia interessi circa un quarto della popolazione, con un aumento progressivo soprattutto nelle nuove generazioni.

La miopia non è semplicemente “vedere male da lontano”. È una condizione legata alla struttura dell’occhio. Nella maggior parte dei casi, il bulbo oculare è leggermente più lungo del normale, oppure la cornea ha una curvatura più accentuata. Il risultato è sempre lo stesso: l’immagine non viene messa a fuoco sulla retina, ma davanti ad essa, causando una visione sfocata per lontano.

Questo difetto tende a comparire in età scolare, progredisce durante la crescita e si stabilizza intorno ai 20-25 anni. Dopo questa fase può rimanere stabile o variare leggermente, a meno che non siano presenti condizioni particolari che ne accelerano la progressione. Non tutte le miopie sono uguali, ed è proprio questo che cambia il modo in cui vanno gestite.

Le cause sono multifattoriali. Esiste una componente genetica importante, ma anche fattori ambientali giocano un ruolo significativo, come l’elevato impegno visivo da vicino e il ridotto tempo trascorso all’aperto. È un equilibrio complesso, e per questo non esiste un’unica strategia valida per tutti.

La correzione della miopia è, nella maggior parte dei casi, semplice. Occhiali e lenti a contatto permettono di riportare l’immagine sulla retina e ottenere una visione nitida. Esistono anche soluzioni come l’ortocheratologia, che modificano temporaneamente la forma corneale durante la notte. Tuttavia, tutte queste opzioni correggono il difetto, ma non modificano la struttura dell’occhio.

La chirurgia refrattiva utilizzando i laser ad eccimeri e a femtosecondi, modellano la cornea in modo da spostare il fuoco dell’immagine direttamente sulla retina. In termini semplici, correggere la miopia significa appiattire la curvatura corneale per compensare la lunghezza dell’occhio. È un intervento preciso, che agisce su pochi micron di tessuto ma con un impatto significativo sulla qualità visiva.

Oggi esistono diverse tecniche, come PRK, LASEK, FEMTOLASIK e SMILE. Non sono alternative equivalenti, ma strumenti diversi che vengono scelti in base alle caratteristiche dell’occhio e alle esigenze del paziente. La tecnica non si sceglie in base alla preferenza, ma all’indicazione.

C’è però un aspetto che viene spesso sottovalutato. Anche dopo la correzione, l’occhio miope rimane un occhio miope dal punto di vista anatomico. Questo significa che deve essere controllato nel tempo, perché può essere più predisposto ad alcune patologie oculari, come alterazioni retiniche o disturbi del vitreo. La chirurgia migliora la visione, ma non elimina completamente il rischio legato alla struttura dell’occhio.

Ed è qui che cambia il modo di vedere la miopia. Non è solo un difetto da correggere, ma una condizione da conoscere e monitorare nel tempo. Capire questo aspetto permette di affrontare qualsiasi scelta — occhiali, lenti o chirurgia — in modo più consapevole.

Bibliografia

Holden BA, Fricke TR, Wilson DA, et al. Global prevalence of myopia and high myopia. Ophthalmology.

Morgan IG, Ohno-Matsui K, Saw SM. Myopia. Lancet.

Dolgin E. The myopia boom. Nature.

Umberto Camellin

Scritto da

Umberto Camellin

Medico Chirurgo Oculista

Il Dott. Umberto Camellin è un chirurgo oculista con attività clinica e chirurgica nell’ambito della cataratta e della chirurgia refrattiva, con particolare attenzione alla personalizzazione del risultato e alla gestione dei casi complessi, come le cornee irregolari e il cheratocono. Accanto alla pratica clinica, si occupa di ricerca applicata con un interesse specifico per la biometria avanzata, l’analisi pupillometrica e corneale, la statistica inferenziale e il machine learning. È autore di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e partecipa regolarmente come relatore a congressi nazionali e internazionali. Svolge la sua attività presso SEKAL Microchirurgia e presso l’Ospedale Mater Salutis di Legnago, seguendo il paziente dalla diagnosi al trattamento chirurgico.

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